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Vajont, 2013 (ongoing)

“In un’ora il deserto”, dissero.
L’attuale area del Vajont nasce di fatto da una tabula rasa che, negli ultimi 50 anni, ha subito un lento riassestamento in cui l’uomo si sta riappropriando del deserto da se stesso indotto.
Questo senso di smarrimento tuttora si riconosce in incongruenze, stratigrafia e topografia dei luoghi.

Progetto è realizzato in collaborazione con CALAMITA/À ed è pubblicato in The Walking Mountain

* Nota sul Vajont
Il 9 Ottobre 1963 alle 22h39 260 milioni di metri cubi di roccia si sono staccati da una parete del Monte Toc. Sono sprofondati nel bacino artificiale realizzato per alimentare la Diga del Vajont producendo un’enorme onda di almeno 50 milioni di metri cubi d’acqua.
Il muro d’acqua è stato preceduto da uno spostamento d’aria più potente della bomba di Hiroshima.
Così forte che, effettivamente, quasi tutte le vittime sono state trovate nude, gli abiti distrutti dallo spostamento d’aria.
La diga, completata nel 1959 ed al tempo la più alta al mondo, non ha subito nessun danno grave.
Invece, l’onda a distrutto o danneggiato diversi paesi nella valle e provocato la morte di circa 2000 esseri umani.
In accordo con l’Unesco il Vajont è stato una delle catastrofi ambientali causate dall’uomo più gravi di tutti i tempi.
Il disastro non è dovuto alla natura malvagia ma piuttosto alla negligenza degli uomini.